Maria Gottardo non c’è più ed è una grandissima perdita. Lei e Monica Morzenti hanno lasciato una traccia indelebile nella costruzione della nostra comprensione della letteratura cinese. Non c’è traccia di casualità nella scelta delle opere che hanno tradotto, ed è proprio grazie a loro che il lettore ha uno spaccato nitido di come era la Cina moderna e come è quella contemporanea. Ecco un breve resoconto delle opere da loro tradotte.
Zhu Wen, Dollari, la mia passione (2009), è forse una delle opere più rilevanti e innovative. Descrive le rocambolesche avventure di un giovane alle prese con un padre bigotto e provinciale. È un rapporto atipico ed edipico quello che si instaura tra padre e figlio. Non solo ogni tentativo del padre di “redimere” il figlio fallisce, ma, al contrario, è lui stesso costretto ad ammettere l’insensatezza degli stili di vita dell’epoca maoista. Il racconto termina con l’eventuale distacco tra padre e figlio. Dollari, la mia passione ha avuto molto successo, non solo in Cina ma anche all’estero per avere rappresentato in maniera radicalmente nuova la cultura giovanile in Cina.
L’interesse per la rappresentazione della cultura giovanile cinese è evidente anche in un altro capolavoro della letteratura cinese: English (2007) di Wang Gang. Si tratta, anche in questo caso, di un Bildungsroman, questa volta ambientato a Urumqi, nel Xinjiang. Oggetto della disamina è la crescita di un ragazzo affascinato dal suo professore di inglese, uomo dal portamento e abbigliamento alto borghese. Lungi dall’essere un uomo colto, il professore si dedica esclusivamente all’insegnamento delle buone maniere e delle regole a cui attenersi per esaltare la propria prestanza fisica. Questa sua diversità, rispetto ai genitori che indossano ancora i vestiti tipici dell’era maoista, genera non pochi problemi al professore e al protagonista che segue le sue orme. Deve costantemente scontrarsi con i genitori entrambi intellettuali conservatori. Il romanzo termina con l’incarcerazione del professore accusato ingiustamente di omicidio, mentre il protagonista riesce a diventare un professore di inglese e a coronare il suo sogno d’amore.
Gottardo e Morzenti non si sono solo occupate di letteratura declinata al maschile. Una delle loro traduzioni migliori è quella di Tre sorelle (2014) di Bi Feiyu. Come in English, questo scrittore è interessato alla questione della marginalità nelle aree rurali e al complesso rapporto tra aree rurali e contesti urbani. Le tre sorelle sono Yumi, Yuxiu e Yuyang. La prima e la terza sorella vanno a vivere nella città a tentar fortuna. Il fato è però loro avverso. Yumi tenta ogni espediente per accalappiare uomini facoltosi e prestigio sociale. È presto seguita dalla terza sorella che in città sperimenta la crudeltà del mondo urbano. La violenza carnale da lei subita la induce a tornare al villaggio natale assieme alla sorella maggiore Yumi. Yuxiu, invece, che non ha mai lasciato il paese, sposa un uomo che la vessa ed umilia. In questo romanzo, come in tutti quelli scelti da Gottardo e Morzenti, vivere è costantemente descritto come un infinito momento di crescita. Infatti, che si tratti di sperimentare infiniti dolori e infinite gioie, la crescita e la maturazione delle protagoniste è il vero motore che porta avanti la narrativa.
Il secondo romanzo di Bi Feiyu che Gottardo e Morzenti decidono di tradurre è I maestri di Tuina (2012). Ambientato nella Cina contemporanea, narra le vicissitudini di un gruppo di ciechi che operano all’interno di un centro di massaggi Tuina. Questo centro è un microcosmo dove tutti i ciechi si conoscono attraverso il tatto. È questa prossimità fisica e il contatto umano e, a tratti, il rapporto sessuale, consumato all’interno del centro a forgiare il loro senso di umanità. È dunque l’amore, gli affetti che rendono piena la vita di questi ciechi. Il limite della cecità viene non solo accettato, ma diventa un efficace strumento per “vedere” e sentire il mondo in modo diverso.
Sempre ambientato nell’epoca contemporanea, Divorzio alla cinese (2016) di Liu Zhenyun narra le vicende di una donna, Li Xuelian, che divorzia dal marito solo perché desiderosa di avere un secondo figlio. Non si tratta però di un vero divorzio, ma solo di un escamotage per realizzare il proprio desiderio di una seconda maternità. Come in tutti i romanzi di Liu Zhenyun, ben presto la situazione precipita. Il marito, infatti, non solo non rispetta i patti con Xuelian, ma la tradisce e si sposa con un’altra donna. Li Xuelian, determinata a ottenere giustizia, intraprende un’estenuante e paradossale battaglia legale che la trascina in un’impasse tragicomica. Questo è un romanzo che svela l’ipocrisia del sistema cinese e la mancanza di equità, dove i deboli sono condannati a un’esistenza fatta di dolore e mancanza di speranza.
Ambientato nella Mongolia degli anni ’60, Il totem del lupo (2007) di Jiang Rong narra la storia di Chen Zhen, un intellettuale di Pechino che viene mandato in Mongolia per essere rieducato. Qui fraternizza con i pastori del luogo e scopre un mondo assai diverso da quello urbano. Il lupo, in quelle praterie è un animale sacro che simboleggia forza e spirito guerriero. Di questo si accorge Chen quando prende un lupo per addomesticarlo. Il cane, tuttavia, finisce per scegliere la libertà alle cure di Chen Zhen. Questo romanzo ha avuto molto successo in Cina per la rappresentazione della natura e degli animali. Nel mondo descritto dall’autore uomini e animali intessono un rapporto di interdipendenza.
Il romanzo Senza parole (2008), l’ultimo di Zhang Jie, copre un secolo della grande Storia e un secolo di storie amorose. Le “due storie” finiscono inevitabilmente per intersecarsi in una narrazione epica che assume a tratti toni lirici. Innumerevoli personaggi si innamorano, altri sì lasciano ma tutti devono fare i conti con la complessità delle varie epoche che hanno attraversato il Novecento. Impossibile riassumerne la trama in poche righe. Frutto di una meticolosa ricerca storica, il romanzo ricostruisce molteplici destini, collettivi e individuali, soprattutto quelli delle donne di diverse generazioni – come spesso accade nelle opere di Zhang Jie – a partire dalla protagonista, Wu Wei, e la sua intricata relazione con un pittore. Il titolo è quasi un ossimoro, data la verbosità romanzesca richiesta dal burrascoso fluire del fiume della Storia cinese.
Non solo di narrativa contemporanea si occupano Gottardo e Morzenti, ma anche di quella moderna. Tra le loro traduzioni spicca I due Ma, padre e figlio (2021), uno dei pochi romanzi multiculturali della Cina moderna. Il romanzo infatti è ambientato negli anni Venti del secolo scorso a Londra, città dove i due Ma si trasferiscono. I due sono molto diversi tra loro, il padre rimane solidamente ancorato ai valori confuciani, mentre il figlio cerca di adattarsi e accettare i valori e costumi locali. Hanno ereditato dal fratello di Ma padre un negozio di chincaglierie cinesi. Mentre il padre, seguendo i dettami confuciani, detesta il ruolo di mercante, il figlio non dimostra acrimonia verso il suo nuovo status, anche se si iscrive all’università. I rapporti tra inglesi e cinesi sono caratterizzati da mutuo distacco e disprezzo. Nemmeno Catherine, figlia del Reverendo Evans, rinuncia all’amore con Ma Wei, quando al ristorante sono sbeffeggiati per essersi lasciati abbandonare a quell’amore. Catherine decide di lasciare Ma figlio. Il romanzo si conclude quando Ma padre accetta di interpretare, in un film razzista, il ruolo di un sempliciotto cinese. La comunità cinese a Londra è indignata e mette a fuoco e fiamme il negozio di Ma padre.
Un’altra pietra miliare della letteratura cinese tradotta da Gottardo e Morzenti è Fortezza assediata (2025), romanzo di Qian Zhongshu di recente pubblicazione in italiano. Narra le avventure del ritorno in Cina dall’Europa di Fang Hongjian. Nei quattro anni in Europa Fang non riesce a guadagnarsi il diploma di dottorato, ma lo acquista, in maniera fraudolenta. Sulla nave, intesse relazioni con due donne: la signorina Bao e la signorina Su. Giunto a Shanghai, Fang Hongjian deve fare i conti con i suoi genitori e con il signor e la signora Zhou, la famiglia della defunta fidanzata di Fang, che avevano posto le loro speranze in lui e avevano finanziato il viaggio di studio in Europa di Fang. La mancanza di erudizione di Fang diventa evidente quando, chiamato per una conferenza sulle influenze europee in Cina, incapace di riordinare i fogli su cui aveva preparato il convegno, finisce per sproloquiare. Dopo varie peripezie, Fang viene chiamato da una nuova e improbabile università nell’entroterra della Cina. Ancora una volta, Fang si mette in viaggio. A differenza del viaggio dall’Europa alla Cina, Fang si trova ad attraversare la Cina senza mezzi. Questo viaggio rocambolesco ha termine con l’arrivo all’università. Anche in questo caso, le sue performance sono alquanto deludenti. Dopo poco tempo a Fang non viene rinnovato il contratto. Fortunatamente per Fang, il ritorno a Shanghai non è solitario. Torna insieme alla sua nuova fiamma, la Signorina Sun, che sposa durante il viaggio. Ancora una volta, Fang si dimostra incapace di costruire una famiglia armoniosa e poco dopo la coppia si separa. Il romanzo si conclude con il ritorno di Sun nell’entroterra.
Ultima, ma prima tra le passioni delle due traduttrici e soprattutto di Gottardo, e forse culmine della loro abilità traduttiva, un’antologia di racconti di Zhang Ailing intitolata Lussuria (2025), che raccoglie in un unico volume alcune traduzioni della grande scrittrice cinese non più disponibili, restituendole finalmente al pubblico italiano. La protagonista del racconto che dà il titolo alla raccolta è Wang Jiazhi che, infatuata di un componente di una troupe patriottica, viene incaricata di avvicinare e sedurre il Signor Yi, collaborazionista del regime fantoccio durante l’occupazione giapponese. La bellissima Wang inizia con lui una frequentazione assidua. All’inizio, la donna recita perfettamente il suo ruolo di spia, col tempo inizia un legame passionale con il signor Yi. L’uomo è talmente infatuato di lei da regalarle un anello con un grandissimo diamante. Wang informa i membri della troupe che lei si recherà in gioielleria col signor Yi. I patrioti si appostano davanti al negozio ma Wang, forse commossa da quel regalo, lo induce a fuggire. Immediatamente il signor Yi cattura lei e gli altri membri della troupe e ne ordina l’esecuzione.
Oltre a questo racconto, la raccolta contiene altri piccoli capolavori di Zhang Ailing, fra cui, opera delle due traduttrici, Incenso d’aloe, Il blocco, Rosa rossa, rosa bianca e Tracce d’amore. Vale la pena ricordare, con le parole della stessa Maria Gottardo, “la ricchezza delle modalità linguistiche, l’avvincente e a volte persino straniante alternanza di leggerezza e profondità, di incanto e disincanto nel raccontare la vita” che contraddistingue lo stile di Zhang Ailing, restituito dalla viva ed elegante resa di Gottardo e Morzenti. Sempre nel saggio introduttivo alla raccolta, Gottardo ne sottolinea la capacità di far empatizzare chi legge con una galleria di personaggi “spaventosamente cinesi” eppure “universalmente umani” (Zhang Ailing, Lussuria, Mondadori, 2025, p. xix).
Come si evince dalle brevi trame qui proposte, il fil rouge che unisce tutte queste opere è un profondo senso di umanità. Tutte le opere, non a caso sono opere di scrittori colti o intellettuali (fatta eccezione per Zhu Wen). I personaggi sono ambivalenti e complessi. Le molteplici facce dell’amore e la ricerca della pienezza di vita pervadono tutte le opere scelte da Gottardo e Morzenti. Ci parlano di viaggi, spostamenti fisici nelle opere di Bi Feiyu o Qian Zhongshu o viaggi mentali in Zhu Wen, Zhang Ailing, Wang Gang e Lao She. In entrambi i casi, sono strategie per problematizzare la vita stessa. La crescita e il movimento sono anche escamotage per parlare dei cambiamenti sociali della Cina moderna e contemporanea. Nelle opere contemporanee, infatti, le indelebili tracce dell’era maoista sono assai visibili. Quindi il viaggio non è solo un’esperienza che ha a vedere con lo spazio, ma anche con il tempo. Per esempio, ne I maestri di Tuina, Dollari, la mia passione e English si avverte l’urgenza di descrivere il senso di liberazione e libertà raggiunto dopo tante tribolazioni. Eppure, nonostante il maggior benessere, le difficoltà continuano a persistere e l’esistenza dei protagonisti continua, comunque, ad essere travagliata. Nelle opere moderne il quadro sociale è altrettanto complesso: la guerra civile in Lussuria e Fortezza assediata e la società londinese in I due Ma. In tutte queste opere si avverte l’urgenza di dare risalto alla microstoria rispetto alla Storia.
Tutte le opere scelte da Maria Gottardo e Monica Morzenti sono storie ricche di contenuti e formalmente pregiate. La lingua italiana, oltre ad essere estremamente elegante e precisa, riesce a trasmettere con levigata accuratezza l’originale. La loro capacità di rappresentare così bene un mondo e una cultura da noi così lontani le ha rese una coppia necessaria come ponte tra la Cina e l’Italia.
A cura di Melinda Pirazzoli, con il contributo di Nicoletta Pesaro

