All’interno del seguente articolo, Su Changhe analizza il modo in cui il discorso cinese possa essere reso più comprensibile e influente a livello internazionale, negandone la sua presunta autoreferenzialità e incompatibilità con il pensiero globale. Su evidenzia inoltre la necessità per gli studiosi di trasformare il proprio approccio, passando da una reazione passiva a un’elaborazione proattiva dei concetti chiave che definiscono la via, il sistema e la teoria cinese, sottolineando l’importanza di arricchire i concetti universali con prospettive cinesi, di sviluppare categorie teoriche proprie e di riscoprire principi fondamentali dal valore universale spesso oscurati, al fine di costruire una narrazione più autorevole e incisiva nel contesto accademico e politico globale (ndc).

Raccontare bene la storia della Cina usando concetti cinesi

Gli studiosi sono i depositari e gli interpreti della via, del sistema e della teoria cinese.1)Zhōngguó dàolù 中国道路 (la via cinese), Zhōngguó zhìdù 中国制度 (il sistema cinese)  e Zhōngguó lǐlùn 中国理论 (la teoria cinese) sono concetti chiave utilizzati per descrivere l’approccio distintivo della Cina. In particolare, il riferimento è al percorso unico seguito per raggiungere lo sviluppo in contrasto con i modelli occidentali, al sistema politico e istituzionale di governo centralizzato e alle teorie sviluppate dalla leadership cinese, a partire dal Pensiero di Mao Zedong fino al Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era di Xi Jinping. Devono avere un alto livello di auto-consapevolezza e di fiducia accademica, devono trasformare il loro pensiero reattivo che da tempo li caratterizza in saggezza e coraggio proattivo, devono affinare e approfondire il sistema teorico cinese attraverso lo studio della sua pratica, della sua via e del suo sistema.

Attualmente è molto diffusa l’opinione secondo cui il discorso cinese, per sua natura, non sia in linea con la comunità internazionale, secondo cui i suoi concetti e contenuti non possono essere compresi dagli altri e secondo cui parli solo a sé stesso. Questo influisce sulla qualità degli scambi internazionali e sull’efficacia della diffusione della via cinese. In realtà, non è necessario che le proprie parole si allineino perfettamente a quelle degli altri al fine di risultare corrette o legittime; sono le ragioni del proprio comportamento che devono essere comprese; inoltre, se si prendono in prestito in modo cieco e indiscriminato concetti altrui per narrare la storia della via cinese, quando essi si rivelano inadatti, a forza di utilizzarli si perderà la fiducia e il rispetto verso sé stessi e addirittura si arriverà a distorcere la propria via, il proprio sistema e la propria teoria, generando in questo modo un effetto fuorviante sulla propria pratica. Così, quando veniamo accusati di non seguire le regole, subito ci sentiamo in difetto, quando ci additano come “diversi” subito ci sentiamo inferiori, quando ci dicono che la nostra istruzione superiore non è adatta, subito la rinneghiamo completamente, quando gli altri parlano di diritti umani, non abbiamo il coraggio di difendere con forza la nostra posizione basandoci su argomentazioni valide, ponendoci così inconsciamente al lato opposto della democrazia e dei diritti umani, non osando evidenziare il nostro contributo in questi due ambiti.

Pertanto, il solo lamentarsi del fatto che gli altri non riescano a capire il nostro discorso non risolverà il problema. La soluzione sta nell’agire concretamente, nello spiegare scientificamente e oggettivamente la propria via, sistema e teoria e trasformarle in pratica consapevole. A tal fine, nella ricerca in ambito umanistico e sociale, è consigliabile iniziare organizzando e ordinando i concetti basilari.

Riassumere i concetti fondamentali della via cinese, del sistema cinese e della teoria cinese, implica tre riflessioni:

In primo luogo, riflettere su come la pratica della via cinese e del sistema cinese abbia arricchito, sviluppato e ancora rinnovato alcuni concetti generali universalmente accettati dall’umanità, conferendo loro specifici significati cinesi. Un grosso malinteso nell’attuale ricerca nelle scienze sociali è quello di supporre che l’Occidente sia l’unico punto di riferimento, ignorando la diversità e il potenziale di sviluppo di concetti quali cultura umana, sviluppo, mercato, democrazia, diritti umani, partiti politici e nazione. Questo ha fatto sì che la comprensione e la conoscenza di molti di essi siano rimaste anacronistiche, incapaci di evolversi al passo con i tempi e con la pratica. Infatti, attraverso un attento esame, scopriremo che questi concetti in realtà si sono sviluppati nel corso delle generazioni. La pratica della via cinese e del sistema cinese ha effettivamente conferito nuovi significati a tale sviluppo e talvolta lo ha persino stimolato. Tuttavia, non abbiamo evidenziato ciò a sufficienza.

Secondo, riflettere su come i concetti originali e specifici frutto della pratica del sistema e della via cinese, sviluppatisi sulla base della nostra modernizzazione locale, attraverso la collaborazione internazionale nella ricerca, possono essere trasformati in universali affinché possano essere utilizzati anche da altri. Concetti di questo tipo sono in realtà numerosi e rappresentano esattamente gli aspetti della via cinese, del sistema cinese e della teoria cinese che hanno un’importanza estremamente significativa a livello mondiale, come ad esempio quelli di “finanza per il benessere del popolo”, di “società di conoscenti estesa”, di “razionalità delle relazioni”, di “sviluppo pacifico” e di “mondo armonioso” A questo proposito, non c’è assolutamente bisogno di fare riferimento ai concetti occidentali. Se ci adattiamo completamente alle idee di “finanza democratica”, “gestione della società di estranei”, “razionalità causale”, “teoria dell’egemonia” e “stato di anarchia” presenti nei libri di testo occidentali, i nostri risultati di ricerca non andranno lontano o, anche se ci riuscissero, non sarebbero duraturi e non andrebbero in profondità.

Terzo, bisogna riscoprire i concetti che sono stati coperti o oscurati. Ad esempio, in ogni società esiste ancora l’idea secondo cui “il mondo è per il bene comune”, tuttavia, nella narrazione del capitalismo, essa è stata coperta e oscurata dall’idea che afferma invece che “il mondo è per l’interesse privato”.2)I concetti sono quelli confuciani di “tiānxià wéi gōng天下为公 e  “tiānxià wéi/(jiā)”  天下为私 /(), citati all’interno del Libro 9 del “Libro dei Riti” (Lǐjì, 礼记). I libri di testo occidentali di politica, economia, diritto e filosofia introdotti ora nelle università enfatizzano il privato piuttosto che il pubblico. Se i cinesi vogliono scrivere un libro di testo politico, economico e filosofico con caratteristiche cinesi che possa essere conosciuto e persino utilizzato dal mondo, temo che debbano staccarsi dallo stereotipo occidentale del “mondo per l’interesse privato” e partire dal suo opposto, ciò include una riflessione filosofica sul concetto di proprietà pubblica. Se l’idea di “mondo per il bene comune” può essere spiegata chiaramente dalla prospettiva della filosofia politica, sarà logicamente più facile promuovere e divulgare il concetto di mondo armonioso. In questo senso, il percorso e il sistema cinese conservano una ricca idea di “bene comune” che è in armonia con i valori fondamentali della civiltà.

La via, il sistema e la teoria cinese sono costituiti da una serie di sistemi concettuali coerenti tra loro. Questi concetti, che si basano sulla combinazione di civiltà umana avanzata e teorie e pratiche locali, sono il supporto valoriale e logico dietro la storia cinese. Se li chiariremo passo dopo passo, la storia cinese avrà una maggiore forza di diffusione, sia nel discorso interno che in quello rivolto all’estero.

Titolo originale del saggio: 用中国概念讲好中国故事, pubblicato per la prima volta nel settembre 2012 nella rivista 人民论坛 (renmin luntan, People’s Tribune).

Immagine: copertina di un’opera dell’autore.

References
1 Zhōngguó dàolù 中国道路 (la via cinese), Zhōngguó zhìdù 中国制度 (il sistema cinese)  e Zhōngguó lǐlùn 中国理论 (la teoria cinese) sono concetti chiave utilizzati per descrivere l’approccio distintivo della Cina. In particolare, il riferimento è al percorso unico seguito per raggiungere lo sviluppo in contrasto con i modelli occidentali, al sistema politico e istituzionale di governo centralizzato e alle teorie sviluppate dalla leadership cinese, a partire dal Pensiero di Mao Zedong fino al Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era di Xi Jinping.
2 I concetti sono quelli confuciani di “tiānxià wéi gōng天下为公 e  “tiānxià wéi/(jiā)”  天下为私 /(), citati all’interno del Libro 9 del “Libro dei Riti” (Lǐjì, 礼记).